Vino nei Colli Euganei

L’avventura del vino nei Colli Euganei


Ca’Orologio, in quanto azienda vitivinicola, è nata principalmente dalla passione che accomuna me e Nicola per l’agricoltura e per la vita di campagna. Entrambi cresciuti in città, io a Treviso e lui a Padova, da bambini attendevamo con impazienza di trascorrere l’estate in campagna dai nonni. I bei ricordi, che tuttora conserviamo, ci hanno convinti “da grandi” a desiderare lo stesso per i nostri figli.

Amo il vino e la buona cucina e il mio ambizioso proposito è realizzare un vino rosso che sia la massima espressione del luogo che amo e in cui lavoro, i Colli Euganei.
Faccio un lavoro che mi piace moltissimo e il mio percorso professionale in ambito agricolo ha avuto in me l’effetto di un incredibile innamoramento, dove spesso è difficile stabilire i confini tra il lavoro e il tempo libero.

Durante l’inverno, quando la vite riposa, c’è il tempo per fare progetti sulla vendemmia che verrà. Spero sempre sia speciale, la migliore, un foglio bianco sul quale scrivere la storia di Ca’Orologio, ordinato, senza freghi o cancellature. Poi, dal germogliamento in avanti, il rapporto con la vigna si fa coinvolgente all’estremo e i propositi sulla migliore interpretazione della vendemmia si legano indissolubilmente all’andamento della stagione, fino al momento della decisione fondamentale: la data della vendemmia!

Ciascuno ha un suo vino ideale. Per il vino che vorrei ho tante aspettative. Se credi e ti impegni in un progetto che pensi per la vita, per alimentare l’entusiasmo è fondamentale avere non solo il progetto, ma anche un sogno. Il mio, forse un po’ ingenuo, è di poter fare un giorno un grandissimo vino e, nell’attesa, vorrei che il mio vino fosse almeno sincero, vagamente misterioso, appena un po’ scontroso ma solo all’inizio, austero ma non troppo, equilibrato e pulito. Ma, soprattutto, vorrei che fosse riconoscibile. Sì, la riconoscibilità è il mio cruccio: per me è l’aspetto più difficile, determinato da moltissimi aspetti, ma principalmente dal “terroir” – è un termine abusato, ma non conosco sinonimi – e, come per tutti i mestieri, dall’arte di saper fare, dal gusto personale e dall’esperienza.


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