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agricola
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Quale
agricoltura
Mi sento di dover spendere qualche parola a
sostegno delle mie scelte agronomiche nella gestione
dell’azienda agricola. Quando ho cominciato con l’agricoltura
convenzionale, ho potuto verificare personalmente che praticata
con coscienza fornisce al consumatore prodotti di qualità. Ogni
agricoltore è libero di produrre così come ogni consumatore di
acquistare alimenti, siano essi frutto di agricoltura intensiva
convenzionale o alternativa quale quella organica (che non fa
uso di prodotti di sintesi, biologica o biodinamica che sia). La
condizione irrinunciabile è che sulla tavola e nel bicchiere
arrivino alimenti imprescindibilmente sani, non oso dire, almeno
per quanto riguarda buona parte dell’Europa, ad alto valore
nutritivo poiché almeno il 70% dei miei conoscenti è attento ai
problemi di linea!
Quali che siano oggi le motivazioni di un piccolo agricoltore
che sceglie di produrre “organico”, certo è che queste devono
essere nobili poiché non vi è mai un ritorno economico (produrre
organico comporta sempre un considerevole aumento della
manodopera e la riduzione delle produzioni), per quanto mi
riguarda la decisione iniziale è stata dettata dall’intima
convinzione che dovevo fare tutto il possibile per preservare
l’integrità della mia campagna e la salute di chi effettuava i
trattamenti fito-sanitari in campo, poi, poiché non è facile,
anche per dimostrare a me stessa che ne ero capace.
Nonostante ci siano un ente ed un organismo di controllo che mi
permettono di asserire in tutta tranquillità che la mia è
realmente un’azienda agricola bio, della mia certificazione non
me ne sono mai fatta nulla: quando vendevo le uve a cantine
eccellenti, esse, lavorando bene avevano già la fiducia dei loro
consumatori cosicché la dicitura Bio in etichetta non avrebbe
aggiunto al prodotto credenziali superiori a quelle già
espresse. ...segue>
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